Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2024
Fino a tutto il mese di novembre viene applicata la cosiddetta “strategia di prevenzione” in merito al rischio di trasmissione per via trasfusionale del West Nile Virus (WNV). Lo stabilisce lo stesso “Piano nazionale prevenzione, sorveglianza e risposta arbovirosi (PNA) 2020-2025” che il Centro nazionale sangue (CNS), già nelle scorse settimane, aveva richiamato ad applicare attraverso una circolare.
Il piano, nella fattispecie, punta a rafforzare la sorveglianza dei casi umani su tutto il territorio nazionale attraverso una serie di procedure come:
controllo del vettore
comunicazione del rischio e adozione di misure di protezione individuale
misure nei confronti delle donazioni di sangue ed emocomponenti, cellule, organi e tessuti
Fino a tutto il mese di novembre viene applicata la cosiddetta “strategia di prevenzione” in merito al rischio di trasmissione per via trasfusionale del West Nile Virus (WNV). Lo stabilisce lo stesso “Piano nazionale prevenzione, sorveglianza e risposta arbovirosi (PNA) 2020-2025” che il Centro nazionale sangue (CNS), già nelle scorse settimane, aveva richiamato ad applicare attraverso una circolare.
Il piano, nella fattispecie, punta a rafforzare la sorveglianza dei casi umani su tutto il territorio nazionale attraverso una serie di procedure come:
controllo del vettore
comunicazione del rischio e adozione di misure di protezione individuale
misure nei confronti delle donazioni di sangue ed emocomponenti, cellule, organi e tessuti
Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2024
La comparsa dei primi casi di virus Dengue pone l’attenzione sul ruolo cruciale che centri trasfusionali e donatori di sangue svolgono nel garantire che il sangue donato sia sicuro per i riceventi. Nonostante il virus non sia trasmesso da persona a persona, ma avviene prevalentemente attraverso la puntura delle zanzare del genere Aedes, la possibilità di infezione attraverso trasfusioni sottolinea la necessità di misure rigorose e attente.
La comparsa dei primi casi di virus Dengue pone l’attenzione sul ruolo cruciale che centri trasfusionali e donatori di sangue svolgono nel garantire che il sangue donato sia sicuro per i riceventi. Nonostante il virus non sia trasmesso da persona a persona, ma avviene prevalentemente attraverso la puntura delle zanzare del genere Aedes, la possibilità di infezione attraverso trasfusioni sottolinea la necessità di misure rigorose e attente.
Acquisire informazioni sulla padronanza dei donatori in materia di infezioni trasmissibili con il sangue e attraverso comportamenti sessuali a rischio, anche al fine di individuare le migliori strategie comunicativo-relazionali per la gestione dell’intervista del donatore nelle strutture trasfusionali. È questo l’obiettivo dello “Studio nazionale sulla conoscenza, sui comportamenti e sulla consapevolezza delle persone che donano il sangue rispetto alle infezioni sessualmente trasmesse”, lanciato dal Centro nazionale sangue.
Lanciata in collaborazione con il Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse (TV AIDS e IST) dell’Istituto Superiore di Sanità, la ricerca prevede la somministrazione ai donatori di sangue di una survey, da compilare in completo anonimato: il questionario è stato messo a punto a seguito di un’analisi degli interventi di counselling telefonico del TV AIDS e IST e delle informazioni raccolte attraverso le interviste post donazione (Decreto Ministeriale 18 gennaio 2018) e registrate nel Sistema informativo dei servizi trasfusionali (SISTRA).
Lanciata in collaborazione con il Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse (TV AIDS e IST) dell’Istituto Superiore di Sanità, la ricerca prevede la somministrazione ai donatori di sangue di una survey, da compilare in completo anonimato: il questionario è stato messo a punto a seguito di un’analisi degli interventi di counselling telefonico del TV AIDS e IST e delle informazioni raccolte attraverso le interviste post donazione (Decreto Ministeriale 18 gennaio 2018) e registrate nel Sistema informativo dei servizi trasfusionali (SISTRA).