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Dopo West Nile e Dengue, in Italia scattano le misure di sicurezza per prevenire la trasmissione di un altro virus ancora per via trasfusionale: la Chikungunya, una malattia di origine virale.

Dopo un periodo di incubazione, che può variare dai 3 ai 12 giorni, si possono manifestare sintomi simili a quelli dell’influenza, con febbre alta, brividi, nausea, vomito, cefalea e soprattutto importanti dolori articolari (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”): proprio a causa di questi dolori i pazienti tendono a rimanere assolutamente immobili e ad assumere posizioni che consentano di limitare il dolore. Il quadro è accompagnato, in alcuni casi, da manifestazioni cutanee maculopapulari pruriginose, che a volte possono assumere caratteristiche di tipo emorragico benigno (petecchie, ecchimosi, epistassi, gengivorragie). Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, anche se i dolori articolari possono persistere anche per molti mesi.

Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica o neurologica, soprattutto nei bambini. In rarissimi casi la chikungunya può essere fatale, più che altro in soggetti anziani con sottostanti patologie di base.
Un’analisi a 360° sul dono: dalle prime donazioni di emocomponenti fino all’intelligenza artificiale. Con un obiettivo: raccontare nel dettaglio come funziona la donazione nel mondo e quali sono le principali criticità con cui i singoli Paesi devono fare i conti.

Si intitola “Blood donation in the world” ed è il libro realizzato dal presidente di AVIS Regionale Molise e CSV Molise, Gian Franco Massaro. Il testo, che rappresenta un unicum nel suo genere, è stato scritto in italiano e in inglese, ma come confessa lo stesso Massaro, «ci è stata già richiesta la possibilità di tradurlo anche in francese e in spagnolo, così da poterne garantire una diffusione ancora maggiore».
La raccolta plasma non riparte. Dopo lo stop di ottobre, il report del Centro nazionale sangue conferma il passo indietro anche a novembre. Rimane, tuttavia, invariato il vantaggio, seppur ridotto, rispetto allo scorso anno. Ma capiamo meglio.
Donare il sangue fa bene a chi lo riceve, ma anche alla salute di chi lo dona. Potrebbe perfino ridurre il rischio di sviluppare tumori del sangue, stando all’ipotesi avanzata da uno studio del Francis Crick Institute di Londra pubblicato di recente su Blood.

Mutazioni protettive
Confrontando sessantenni che avevano donato sangue regolarmente 3 volte l’anno per 40 anni e loro coetanei che l’avevano fatto invece circa 5 volte in tutto, gli autori si sono accorti che nelle cellule ematiche di metà dei «super-donatori» c’era una particolare classe di mutazioni genetiche non connesse al cancro, che invece si ritrovavano solo nel 30 per cento di chi aveva donato sporadicamente.
Si chiama MAL ed è un nuovo sistema di gruppi sanguigni la cui scoperta è appena stata annunciata su Blood, la rivista scientifica dell'American Society of Hematology. La sua esistenza chiarisce del tutto un mistero che si trascinava da cinquant'anni, l'assenza di una molecola che si pensava universale nel sangue di una paziente.

Una miriade di classificazioni. I più noti sistemi di gruppi sanguigni sono il sistema AB0 (quello dei quattro principali gruppi sanguigni, A, B, AB, 0 - per approfondire) e il sistema RH, costituito da 50 antigeni noti (il termine fattore Rh, e le espressioni "Rh positivo" e "Rh negativo", si riferiscono solo a uno di questi, l'antigene D). Esistono però in tutto 47 sistemi noti di classificazione dei gruppi sanguigni (MAL è l'ultimo aggiunto alla lista), che dipendono dall'espressione dei diversi antigeni sulla membrana dei globuli rossi. Il sangue di ognuno di noi può avere una diversa classificazione, per esempio "positivo" o "negativo", in ciascuno di questi gruppi.
Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2024

Fino a tutto il mese di novembre viene applicata la cosiddetta “strategia di prevenzione” in merito al rischio di trasmissione per via trasfusionale del West Nile Virus (WNV). Lo stabilisce lo stesso “Piano nazionale prevenzione, sorveglianza e risposta arbovirosi (PNA) 2020-2025” che il Centro nazionale sangue (CNS), già nelle scorse settimane, aveva richiamato ad applicare attraverso una circolare.

Il piano, nella fattispecie, punta a rafforzare la sorveglianza dei casi umani su tutto il territorio nazionale attraverso una serie di procedure come:
controllo del vettore
comunicazione del rischio e adozione di misure di protezione individuale
misure nei confronti delle donazioni di sangue ed emocomponenti, cellule, organi e tessuti
GRUPPO DONATORI SANGUE BANCA D'ITALIA
aderente ad AVIS Comunale ROMA
Siamo a Roma, in Via Parma 24
recapito telefonico 0647923033  (con segreteria telefonica)
WhatsApp   3516245612  (solo messaggistica)
mail  gruppo@gruppodonatorisangue-bi.it
             gruppoavis.bi@gmail.com
PEC   gruppo@pec.gruppodonatorisangue-bi.it

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